lunedì 29 ottobre 2012

L'allestimento

Tanto ho pensato alla giusta location per il servizio fotografico, ho chiesto a molte persone, ma, anche se mi si offrivano delle proposte interessanti, era poi molto difficile l'idea di trasportare materiali e arredi in un altro luogo che non fosse casa mia.
Perchè io so che, per quanto si cerchi di pensare a tutto, all'ultimo momento si desidererà avere a disposizione Quella Piantina, Quella Candela, Un Pò di Spago, insomma tutto ciò che è rimasto a casa.
Così ho pensato al mio laboratorio, un locale che rimane all'esterno dell'abitazione ma pur sempre all'interno della mia casa. Bella soluzione tranne che per Il Caos. Montagne di tessuti, latte di vernice, fiori di stoffa, creazioni vecchie e nuove, cataloghi, riviste, raccolte di foto, per l'ispirazione, metri, chilometri di nastri, fettucce, passamanerie, carte speciali, collezioni di lini vintage.....
Forza e coraggio, io e Lello svuotiamo tutto! E ricaviamo nella parte finale della stanza, un localino come lo desideravo io: persino le pareti, dietro gli scaffali, si sono rivelate scrostate! Che fortuna!
Un tavolo, due sedie, una finestrina con le tendine della nonna. E grazie ad un'idea della mia amica Deborah, un sacco di rami di edera drappeggiati ovunque, e anche usati come chiudipacco.
Poi la tavola, con quella bella tovaglia lunga 3 metri e che scende a terra.
Le stoviglie a pois gentilmente offerte da Kris Nordik, un bellissimo negozio in via Regina, a Cernobbio, la cui proprietaria mi ha dato anche un cuscino di Green Gate (come le stoviglie) per completare il tutto.


















Poi le candele a forma di sacchetto di carta, crema bianche e rosse, del Castello Fatato, di Cernobbio, via Castello 3.
L'atmosfera era perfetta, raramente sono stata così soddisfatta di un lavoro fatto. Ho scattato centinaia di foto e, a poco a poco, le propongo anche a chi volesse seguirmi.

In edicola

E' in edicola il nuovo numero di Country Chic, con l'articolo dedicato al mio Natale Povero. Per motivi che non conosco, però, l'articolo non mostra la vera essenza di ciò che volevo trasmettere, non mostra le foto dei lavori principali, "portanti" che esprimevano la mia idea, ma solo i lavori secondari, quelli che si aggiungono, come un corollario. Perciò ho deciso di utilizzare le pagine del mio blog per mostrare la vera essenza di un Natale Povero, ma ricco di ispirazioni. Nelle mie foto c'è tutto, anche le ruches ed i cuori che come è  stato detto, mancavano. Non è cosi!

domenica 28 ottobre 2012

Il Natale Povero

Ho pensato a delle decorazioni di Natale che traessero ispirazione dalla semplicità. Dall'utilizzo di materiali poveri. Dove il valore aggiunto non sia dato dal costo ma dalla fantasia. Di povero c'è tutto e niente...perchè, per questo Natale, c'è un lavoro grande di ricerca, di arricchimento dei materiali, c'è tanta fantasia. L'effetto dev'essere, per contro quasi di opulenza, di riempimento degli spazi, di equilibrio di misure, di pesi, di cose. 
La tavola è al centro di tutto, con una ricchissima tovaglia piena di ruches, apparecchiata con delle bellissime stoviglie rosse a pois bianchi, illuminata da meravigliose candele di creazione atrigianale. Affollata di doni e di piante aromatiche.
I materiali sono: tela di sacco, cotonino a quadretti vichy rosso e bianco, lino grezzo, tessuto da materasso, spago, lana infeltrita ricavata da vecchi maglioni.
Le decorazioni aggiunte sono riproduzioni di auguri natalizi e di cifre vintage, fatte a pennello con i colori per i tessuti. 
L'allestimento è in una vecchia stanzetta, coi muri scrostati, i caloriferi in ghisa ed una finestrella abbigliata con tendine ricamate a mano.
Ho pensato ad un Natale povero. 








Ma poi ci ho messo tutta la ricchezza che meritava.

martedì 4 settembre 2012

Per una sposa

Quando la prima nipotina si sposa, la zia sfoglia le vecchie fotografie e cerca quella preferita, nella quale la piccola aveva 3 o 4 anni.
E pensa, come è possibile che sia passato tutto questo tempo?
E nel pensare questo...si rende conto di che pensiero banale sia.....è comunque quello che si dice sempre in questi casi.
Poi vede la sposa e non sembra nemmeno lei, è una donna, malgrado sia giovanissima, è una donna perchè oggi indossa per la prima volta un abito invece dei soliti jeans, perchè è truccata, perchè non ha quella massa di ricci biondi annodata in maniera inestricabile come al solito ma è andata a farseli acconciare.
Ok, faccio un po' di foto, da me se le aspettano, così penso alle cose pratiche...
Ma che bella sei, Ste, bellissima!






Ah, ti ho fatto una tovaglia, volevo avessi qualcosa fatto da me.


venerdì 31 agosto 2012

Hearts on towels

Il lavoro è semplice. Come sempre conta il colpo d'occhio, l'idea e la confezione.
Mettere dei cuori di lino su degli asciugamani, scegliere attentamente i colori, non  aggiungere altro.
Fare un sacco di lino per riporli o per regalarli. Qui aggiungere, creare il contrasto, metterci delle pieghe e un cuore imbottito.



Il contrasto, l'eleganza da un niente.

La casa semplice

Mai come in questo momento c'è bisogno di tornare alla semplicità. 
La semplicità è anche costruire qualcosa senza spendere niente, o con la minima spesa. In fondo lo shabby chic - questa definizione così sfruttata! - dovrebbe rappresentare la bellezza e la dignità di un vintage riciclato, di un lavoro fatto a mano usando gli avanzi di tessuto. Dovrebbe rappresentare la bellezza semplice di quelle vecchie case di campagna, arredate con buon gusto ma pochi soldi, il cui arredamento, consumato dal tempo, acquista ancora e ancora una bellezza data dal vissuto.
Così io non amo lo "shabby chic" di lusso, una contraddizione in termini, quello sfarzoso ed elegante.
Ma amo l'eleganza di uno sfarzo povero.
Io quando lavoro, lavoro a costo -quasi- zero. 
Non uso orribili kit.
Invento.
Per inventare parto dai materiali che ho o che trovo.
I più poveri, abbandonati e dimenticati nelle ceste degli articoli in offerta...
Perché so che essi posseggono la bellezza della loro unicità, del non essere di moda.
Non amo le definizioni.
Quello che faccio è mio.
Come questi cuscini....ne ho visti moltissimi sulle riviste, ma mi mancava la materia prima, non sapevo dove trovare i sacchi della farina, del caffè o altro, da trasformare.
Così li ho scritti io.


E, come sempre, quando faccio una cosa io, mi sono divertita molto di più.

lunedì 20 agosto 2012

TURCHESE

Ho tanta voglia di Turchese, pian piano si sta insinuando nella mia mente, nella mia casa, nelle mie ricerche, nelle foto che mi colpiscono sulle riviste.
Ma non è una scelta così nuova! Avevo già i miei tavolini turchesi, la mia cassettierina cinese, che da un anno ha una prima mano di bianco ed aspetta la seconda mano di turchese ed altre sfumature di azzurro.




Nel tragitto che faccio a piedi ogni giorno, quando sono in vacanza e devo andare in spiaggia, ho trovato delle meravigliose piastrelle turchesi, le ho fotografate e portate a casa ed ora sono appoggiate al mobiletto-che-diventerà-turchese!