lunedì 29 ottobre 2012

In edicola

E' in edicola il nuovo numero di Country Chic, con l'articolo dedicato al mio Natale Povero. Per motivi che non conosco, però, l'articolo non mostra la vera essenza di ciò che volevo trasmettere, non mostra le foto dei lavori principali, "portanti" che esprimevano la mia idea, ma solo i lavori secondari, quelli che si aggiungono, come un corollario. Perciò ho deciso di utilizzare le pagine del mio blog per mostrare la vera essenza di un Natale Povero, ma ricco di ispirazioni. Nelle mie foto c'è tutto, anche le ruches ed i cuori che come è  stato detto, mancavano. Non è cosi!

domenica 28 ottobre 2012

Il Natale Povero

Ho pensato a delle decorazioni di Natale che traessero ispirazione dalla semplicità. Dall'utilizzo di materiali poveri. Dove il valore aggiunto non sia dato dal costo ma dalla fantasia. Di povero c'è tutto e niente...perchè, per questo Natale, c'è un lavoro grande di ricerca, di arricchimento dei materiali, c'è tanta fantasia. L'effetto dev'essere, per contro quasi di opulenza, di riempimento degli spazi, di equilibrio di misure, di pesi, di cose. 
La tavola è al centro di tutto, con una ricchissima tovaglia piena di ruches, apparecchiata con delle bellissime stoviglie rosse a pois bianchi, illuminata da meravigliose candele di creazione atrigianale. Affollata di doni e di piante aromatiche.
I materiali sono: tela di sacco, cotonino a quadretti vichy rosso e bianco, lino grezzo, tessuto da materasso, spago, lana infeltrita ricavata da vecchi maglioni.
Le decorazioni aggiunte sono riproduzioni di auguri natalizi e di cifre vintage, fatte a pennello con i colori per i tessuti. 
L'allestimento è in una vecchia stanzetta, coi muri scrostati, i caloriferi in ghisa ed una finestrella abbigliata con tendine ricamate a mano.
Ho pensato ad un Natale povero. 








Ma poi ci ho messo tutta la ricchezza che meritava.

martedì 4 settembre 2012

Per una sposa

Quando la prima nipotina si sposa, la zia sfoglia le vecchie fotografie e cerca quella preferita, nella quale la piccola aveva 3 o 4 anni.
E pensa, come è possibile che sia passato tutto questo tempo?
E nel pensare questo...si rende conto di che pensiero banale sia.....è comunque quello che si dice sempre in questi casi.
Poi vede la sposa e non sembra nemmeno lei, è una donna, malgrado sia giovanissima, è una donna perchè oggi indossa per la prima volta un abito invece dei soliti jeans, perchè è truccata, perchè non ha quella massa di ricci biondi annodata in maniera inestricabile come al solito ma è andata a farseli acconciare.
Ok, faccio un po' di foto, da me se le aspettano, così penso alle cose pratiche...
Ma che bella sei, Ste, bellissima!






Ah, ti ho fatto una tovaglia, volevo avessi qualcosa fatto da me.


venerdì 31 agosto 2012

Hearts on towels

Il lavoro è semplice. Come sempre conta il colpo d'occhio, l'idea e la confezione.
Mettere dei cuori di lino su degli asciugamani, scegliere attentamente i colori, non  aggiungere altro.
Fare un sacco di lino per riporli o per regalarli. Qui aggiungere, creare il contrasto, metterci delle pieghe e un cuore imbottito.



Il contrasto, l'eleganza da un niente.

La casa semplice

Mai come in questo momento c'è bisogno di tornare alla semplicità. 
La semplicità è anche costruire qualcosa senza spendere niente, o con la minima spesa. In fondo lo shabby chic - questa definizione così sfruttata! - dovrebbe rappresentare la bellezza e la dignità di un vintage riciclato, di un lavoro fatto a mano usando gli avanzi di tessuto. Dovrebbe rappresentare la bellezza semplice di quelle vecchie case di campagna, arredate con buon gusto ma pochi soldi, il cui arredamento, consumato dal tempo, acquista ancora e ancora una bellezza data dal vissuto.
Così io non amo lo "shabby chic" di lusso, una contraddizione in termini, quello sfarzoso ed elegante.
Ma amo l'eleganza di uno sfarzo povero.
Io quando lavoro, lavoro a costo -quasi- zero. 
Non uso orribili kit.
Invento.
Per inventare parto dai materiali che ho o che trovo.
I più poveri, abbandonati e dimenticati nelle ceste degli articoli in offerta...
Perché so che essi posseggono la bellezza della loro unicità, del non essere di moda.
Non amo le definizioni.
Quello che faccio è mio.
Come questi cuscini....ne ho visti moltissimi sulle riviste, ma mi mancava la materia prima, non sapevo dove trovare i sacchi della farina, del caffè o altro, da trasformare.
Così li ho scritti io.


E, come sempre, quando faccio una cosa io, mi sono divertita molto di più.

lunedì 20 agosto 2012

TURCHESE

Ho tanta voglia di Turchese, pian piano si sta insinuando nella mia mente, nella mia casa, nelle mie ricerche, nelle foto che mi colpiscono sulle riviste.
Ma non è una scelta così nuova! Avevo già i miei tavolini turchesi, la mia cassettierina cinese, che da un anno ha una prima mano di bianco ed aspetta la seconda mano di turchese ed altre sfumature di azzurro.




Nel tragitto che faccio a piedi ogni giorno, quando sono in vacanza e devo andare in spiaggia, ho trovato delle meravigliose piastrelle turchesi, le ho fotografate e portate a casa ed ora sono appoggiate al mobiletto-che-diventerà-turchese!

lunedì 2 luglio 2012

La sediolina patchwork

Quando tutto ha avuto inizio, parlo della mia collaborazione con le riviste della Lotus Publishing, c'era la sediolina patchwork.




Avevo mandato loro parecchie foto dei miei lavori e mi avevano contattato durante un caldissimo ritorno dalle vacanze, mesi dopo, quando avevo smesso di sperare che le mie cose fossero piaciute (ed in fondo perchè potevano essere piaciute? Avevo sempre pensato che queste cose in quanto mie idee potessero piacere solo a me e, accidentalmente, a pochi altri), in un autogrill affollato, con due brioches in mano e un bicchiere di Sprite (la bevanda degli dei). Tre settimane in Toscana dimentica di tutto e con la mente stipata di informazioni da elaborare e idee già elaborate, tanto quanto il portabagagli della nostra macchina era stipato di tessuti, oggetti di recupero ingombranti e tra l'altro anche i bagagli di tutta la famiglia. Quando il cellulare è suonato ed io ho risposto avevo già le brioches ed il bicchiere in mano. Quando ho sentito che chiamavano dalla Lotus Publishing e stavo per rispondere, il cellulare mi è scivolato di mano e cadendo si è diviso in più parti, la batteria tra i piedi di un gruppo di giganteschi olandesi, il resto sotto un tavolino ed il bancone dei sandwich. Il tempo di rimontare il tutto e grazie al cielo il numero dal quale ero stata chiamata era salvo. E' incominciato da li, in quell'autogrill, mentre i miei compagni di viaggio entravano a fare colazione ed io parlalvo al telefono gesticolando nella loro direzione per comunicare il mio entusiasmo. Per prima cosa, hanno voluto la mia sediolina patchwork. Le mie foto, le spiegazioni per eseguire il lavoro.Poi tante altre cose. Grazie per aver creduto in me.